Io pianta ( Le tribolazioni e la nuova vita di una pianticella in città )

Com’è dura a volte la vita di una pianta in città!

Io sono un’orchidea, e da circa sei mesi sono andata a vivere in una grande città insieme a Giulia, la mia padrona, che mi ha fatto nascere in una bella casa in campagna. Si è trasferita qui insieme a suo marito, con cui si sono sposati da poco, per poter meglio lavorare: infatti, poco prima di trasferirci ha trovato un buon lavoro, che però la costringe a stare tanto tempo fuori casa. E’ allora che sono iniziati i miei guai! In campagna avevo tutti i comfort che una pianticella come me possa desiderare: me ne stavo all’aria aperta, a la mia Giulia aveva molto tempo da dedicarmi al meglio e per innaffiarmi.. Stavo proprio bene! Una volta arrivati qui, invece.. Certo, il posto l’ho trovato di mio gradimento, fortunatamente abbiamo un bel balcone, abbastanza lontano dal traffico, dove ricevo la giusta luce e l’aria è abbastanza umida.. Ma il problema era che mi sono trovata praticamente abbandonata! A causa del suo lavoro, Giulia stava via a volte più di un giorno e la vedevo arrivare a casa la sera tardi, affaccendarsi a preparare la cena e mettere un po’ a posto a casa; e solo ogni tanto, prima di coricarsi aveva tempo per darmi un po’ d’acqua, quando ero stata tutto il giorno senza ricevere una sola goccia! Per non parlare poi di suo marito, Valerio, completamente negato per il pollice verde.. Il momento peggiore è stato quando Giulia e Valerio sono stati via entrambi per molto tempo, circa due mesi fa: avevano chiesto al fratello di lui se ogni tanto potesse venire a prendersi cura di me, ma quello alla fine venne a trovarmi una sola volta, e mi innaffiò pure molto meno di quanto avessi bisogno.. Insomma, quella volta me la sono vista davvero brutta, e anche i miei padroni devono essersene resi conto!

Poi, poco tempo dopo, è avvenuto il miracolo: dopo essersi impegnata con passione perché mi riprendessi, Giulia ha iniziato a cercare una soluzione per curarmi al meglio nonostante i suoi impegni, e un giorno è ritornata a casa con un nuovo vaso per me! Bello, colorato, come non ne avevo mai visti. Insomma, tutta entusiasta la mia padrona mi ha messo in questa nuova “casa”, con le radici ben piantate nelle mia terra, ed il giorno dopo è ripartita per il lavoro: io già mi stavo preparando ad una nuova giornata di sete e sofferenza, quando ad un certo punto, proprio quando la sete cominciava a farsi sentire.. Il vaso mi nutrì! Senza che nessuno intorno procurasse prima acqua o venisse a innaffiarmi dall’alto, sentii arrivare dal terreno stesso, da vaso insomma, tutta l’acqua di cui avevo bisogno. E questo per tutti i giorni seguenti!

Nell’ultimo mese ho imparato che la mia nuova sistemazione si chiama Genius Vase, e i miei padroni ne sono entusiasti! Ora, quando passo giornate intere o anche diversi giorni da sola, so di non dovermi preoccupare perché non mi viene mai a mancare il nutrimento necessario: io e Genius Vase, da soli, ce la caviamo grazie all’aria di casa e a un po’ di corrente elettrica! E io mi sento in forma, come quando ero in campagna. In tutto questo, non sono certo stata dimenticata dalla mia padrona: quando ha tempo ed è in casa, Giulia continua a prendersi cura di me, ovviamente: cura il mio fogliame, cambia la terra quando necessario.. E per non perdere l’abitudine, ogni tanto stacca la spina del mio vaso e mi innaffia lei, come sa sempre fare! Giulia, Valerio e i loro amici ogni volta che entrano in casa ora mi ammirano, qui nel mio fidato vaso, e per fortuna nessuno ha più paura per la mia salute. Io per prima!


Genius Vase

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